In vista delle elezioni del 2026, il vescovo comboniano di Bentiu esorta il Sud Sudan a risolvere i conflitti attraverso l’educazione alla pace delle giovani generazioni, un compito fondamentale per Chiesa e scuola.
In vista delle elezioni del 2026, il vescovo comboniano di Bentiu esorta il Sud Sudan a risolvere i conflitti attraverso l’educazione alla pace delle giovani generazioni, un compito fondamentale per Chiesa e scuola.
Le Chiese cristiane del Sud Sudan hanno avviato una campagna di preghiera e digiuno per la pace della durata di 70 giorni, chiedendo al Signore di portare serenità in un Paese devastato dalla crisi e dai conflitti.
Il vescovo di Bentiu, appresa la notizia della morte del Papa, ha ricordato come egli abbia indicato un cammino verso una Chiesa rinnovata e riconciliata, promessa da Gesù.
Contro la minaccia di un nuovo conflitto in Sud Sudan, i giovani cristiani del SSCC chiedono unità, calma e coesistenza pacifica, sollecitando i leader a dare priorità alla pace.
La Conferenza Episcopale del Sudan e del Sud Sudan esorta alla pace in seguito all’escalation della crisi nel paese.
Il vescovo Carlassare ha invitato a pregare ogni giorno per la pace in Sud Sudan.
Il Consiglio delle Chiese del Sud Sudan (SSCC), insieme a PAX, ha lanciato “Active Non-Violence”, un opuscolo per incoraggiare i leader religiosi a promuovere la pace e la riconciliazione nelle comunità colpite dal conflitto.
“È un processo lungo che deve portare alla formazione di una coscienza nazionale e alla costruzione della nazione sulla base del bene comune di tutti i cittadini”.
Il vescovo Christian Carlassare, nel suo messaggio pastorale dell’8 dicembre, ha sottolineato il tema “Pellegrini della speranza” per l’anno giubilare 2025.
Nominato da Francesco vescovo della diocesi creata all’inizio di questo mese su parte del territorio di Malakal, il presule ringrazia il Papa per l’opportunità di dare maggiore attenzione pastorale ai tanti fedeli di queste aree